Domenica 16 marzo, a San Marino si sono tenuti i referendum contro il precariato promossi da due enti apartitici ed indipendenti: il Comitato di Rinnovamento e Trasparenza Sindacale (CRTS), e i comitati referendari per i tre sì.
Da subito la nostra associazione si è schierata a favore del sì a tutti tre i referendum!
Si trattava di tre referendum, con i quali questi enti intendevano:
1) cancellare da San Marino la possibilità di applicare la tipologia d'assunzione precarizzante denominata co.co.pro.
2) cancellare da San Marino la possibilità di applicare la tipologia d'assunzione precarizzante denominata " lavoro temporaneo" (o interinale, in affitto).
3) reintrodurre un meccanismo automatico di rivalutazione degli stipendi, in base ai dati inflativi rilevati dall'uff. dati e Statistica di San Marino |
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| I FILMATI DI "TEMPI PRECARI" |
Per vedere i video di alcuni interventi del convegno contro il precariato organizzato dall'ass. Don Chisciotte il 9 febbraio scorso a Domagnano, clicca qui. |
| INCONTRI CON LA CITTADINANZA: |
Lunedì 3 marzo,
ore 19.00 - Tribuna Elettorale su San Marino RTV
Lunedì 3 marzo, ore 21.00,
Centro Sociale di Fiorentino, Via la Rena.
Martedì 4 marzo, ore 21.00,
Casa del Castello di Acquaviva, Piazza Castello Montecerreto.
Mercoledì 5 marzo, ore 21.00,
Sala del Castello di San Marino Città, Via Gino Giacomini.
Giovedì 6 marzo, ore 19.00 - Tribuna elettorale su San Marino RTV
Giovedì 6 marzo, ore 21.00,
Casa del Castello di Faetano, Piazza del Massaro.
Venerdì 7 marzo, ore 19.00 - Tribuna elettorale su San Marino RTV
Venerdì 7 marzo, ore 21.00,
Ex international di Borgo Maggiore, Via 28 Luglio.
Lunedì 10 marzo, ore 19.00 - Tribuna elettorale su San Marino RTV
Lunedì 10 marzo, ore 21.00, Casa del Castello di Chiesanuova, Via C. Forti.
Martedì 11 marzo, ore 21.00, Casa del Castello di Montegiardino, Salita al Castello.
Mercoledì 12 marzo, ore 21.00, Casa del Castello di Serravalle, Via E. da Montefeltro.
Giovedì 13 marzo, ore 19.00 - Tribuna elettorale su San Marino RTV
Giovedì 13 marzo, ore 21.00, Centro sociale di Dogana, Piazza M. Tini.
Venerdì 14 marzo, ore 21.00, sala ex international di Borgo Maggiore: festa di fine campagna!
Venerdì 14 marzo: ore 21.00, San marino RTV, puntata di approfondimento sui referendum
Dal 3 al 14 marzo, ogni giorno siamo stati in una mensa diversa per divulgare le nostre iniziative.
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| MATERIALE DIVULGATIVO E INFORMATIVO: |
Per articoli e comunicati stampa vedi www.crts.splinder.com:
17 marzo 2008 - Comunicato sull'esito del voto
14 marzo 2008 - Per vincere davvero!
13 marzo 2008 - Perseverare è diabolico!
09 marzo 2008 - Sicurezza e futuro
07 marzo 2008 - Appello al voto
06 marzo 2008 - Falsità su falsità
05 marzo 2008 - La pagina più bassa della storia sindacale
03 marzo 2008 - Contro la dittatura del pensiero unico
02 marzo 2008 - Aumenti certi e pace sociale
01 marzo 2008 - Risposta a Marco Beccari
28 Febbraio 2008 - Le menzogne della CSU
26 Febbraio 2008 - Conquiste e diritti dei lavoratori
25 Febbraio 2008 - Risposta a Emilio Della Balda
24 Febbraio 2008 - Votare il cambiamento
22 Febbraio 2008 - Pensare ed agire con la propria testa
17 Febbraio 2008 - Risposta al comunicato Fuli - CSdL
12 Febbraio 2008 - Il senso dei nostri referendum
Molti di questi comunicati non sono stati pubblicati dalla stampa sammarinese.
Chiedetevi perché... secondo noi per lo stesso motivo per cui nessuno ha ancora accettato di fare pubblici confronti di fronte alla gente!
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| APPARIZIONI: |
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| L'AVANGUARDIA DI QUESTA INIZIATIVA (lettera del comitato promotore dei referendum) |
La nostra battaglia contro la precarizzazione del lavoro, e il mancato riconoscimento del diritto a tutelare le paghe dall'inflazione, nasce a fine 2005. La legge sul lavoro, la 131/2005, al cui interno sono legalizzate le forme di lavoro da abrogare (co.co.pro. e lavoro interinale), era appena stata approvata, nonostante le lotte e gli scioperi del sindacato, sospinto dall'indignazione dei lavoratori alla base. Molti di noi, che all'epoca eravamo dirigenti sindacali, iniziammo a chiedere ai vertici del sindacato di fare qualcosa di tangibile per tenere fede alle richieste e le aspettative dei lavoratori. Il sindacato non fece nulla, in attesa dell'esito delle elezioni della primavera 2006 (non voleva influenzare il voto!). Noi, invece, facemmo 2 referendum: uno cancellava la privatizzaione dei fondi pensionistici (battaglia vinta!), l'altro voleva abrogare l'intera legge 131/2005. Questo referendum non venne accolto per un cavillo burocratico, così un anno dopo abbiamo intrapreso questa seconda lotta, che il 16 marzo giunge al capolinea. Nel frattempo (novembre 2006) ci siamo riuniti in una corrente interna al sindacato (Rinnovamento e Trasparenza), e siamo stati espulsi barbaramente da una classe dirigenziale sindacale priva di ogni indipendenza, o libertà di intraprendere iniziative sgradite alle sue controparti. E' in questo modo che ci si ritrova oggi con un sindacato che invita al disimpegno verso questi referendum... cioè un sindacato che difende la posizione degli industriali.
La nostra iniziativa, dipinta a San Marino (da quei partiti che hanno approvato questa legge) come un ritorno al passato, dal di fuori viene considerata un'avanguardia: si tratta di capire quali saranno le dinamiche lavorative ed inflative nei prossimi anni, e di predisporsi a farvi fronte. Mauro Gallegati, collaboratore del nobel Joseph Stiglitz, si complimenta con noi. Giorgio Cremaschi si dice in tutto e per tutto in linea con noi (leggi il comunicato che ci ha inviato).
Siamo in contatto con diverse personalità che, nella vicina Italia, intendono combattere (o stanno già combattendo) battaglie analoghe. Si tratta di Giulietto Chiesa, Vincenzo Siniscalchi (e tramite lui PierGiovanni Alleva), Felice Besostri, Luciano Gallino...
Qualche mese dopo l'inizio della raccolta firme per i referendum, il "centro diritti per il lavoro Pietro Alò", nonché la sigla "Giuristi Democratici", iniziano a lavorare ad una legge (la cosiddetta "Legge Alleva") che supera la L.30 italiana. Il contenuto di questa legge popolare, ricalca quello della proposta di legge appena depositata dai comitati sammarinesi (che trovate nel sito crts, nella categoria leggi popolari) e che andrà in seconda lettura in parlamento all'incirca verso la metà di aprile. Carlo Guglielmi, coestensore di quella legge, viene difatti al convegno sul precariato di febbraio a San Marino. (vedi il video qui)
A Novembre 2007 nascono in Italia i comitati referendari contro la L.30 (co.co.pro. e lavoro interinale). Anche con loro siamo in contatto, attraverso il portavoce Vincenzo Siniscalchi.
Nelle settimane scorse "Sinistra Arcobaleno" dichiara che sarebbe bene reinserire un meccanismo di rivalutazione degli stipendi identico a quello che noi abbiamo inserito nel referendum propositivo. Nello stesso momento CGIL, CISL e UIL stanno discutendo con CONFINDUSTRIA proprio di un automatismo di tale fatta, tanto che il direttore del sole24ore Ferruccio De Bortoli, tramite i giornalisti Bonicelli e Santonocito, fa seguire la vicenda dei nostri referendum scrivendone in più occasioni sul suo giornale.
Nobel, economisti, sindacalisti di base, avvocati e giuristi, scrittori, sociologi... considerano la nostra iniziativa un'avanguardia, un ottimo esempio di "presa di coscienza" di ciò che sarà se non si porrà rimedio alle forme più inaccettabili di sfruttamento..
Tra il loro giudizio e quello di quattro politicanti e sindacalisti sammarinesi che hanno smarrito la strada, continuiamo a considerare il primo più attendibile.
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QUESITO 1
“Volete voi abrogare l' Art. 17 (Contratto di lavoro temporaneo) della Legge 29 settembre 2005 n.131 denominata legge per la promozione, il sostegno e lo sviluppo dell'occupazione e della formazione?”
RELAZIONE:
La legge 131/2005 sin dal percorso della sua redazione in progetti ha suscitato notevoli contrasti nella sua filosofia di fondo apparendo impostata, non tanto nel miglioramento del delicato rapporto esistente fra datore di lavoro e prestatore d'opera, ma verso sostanziali modifiche che rendono complessivamente meno tutelato il lavoratore. Ciò avviene in particolare attraverso l'introduzione nel titolo V della legge di nuove forme di lavoro che fino ad allora non avevano mai avuto una disposizione legislativa specifica. Con tale parte di legge vengono introdotte modalità lavorative a tempo determinato ove il lavoro viene prestato anche tramite intermediari, il lavoratore è reso maggiormente in “soggezione” verso il datore di lavoro modificando in modo rilevante quel delicato equilibrio che si era raggiunto con la legge sul collocamento del 19/09/1989 n. 95.
Questa novità normativa pare assolutamente in contrasto con le “finalità” della stessa legge (art. 1), ove si sostiene addirittura che con le nuove disposizioni si vorrebbe per esempio: “contribuire alla crescita umana e professionale dei lavoratori” e ancora “rendere effettivo il diritto al lavoro e la sua scelta”.
Con il presente quesito referendario, si intende abrogare il contratto di lavoro temporaneo ove si assiste in sostanza “all'affitto” di personale dipendente di un datore di lavoro che viene però dallo stesso inviato per prestare la propria opera presso altro datore di lavoro.
A parere del comitato referendario tale modalità di reperimento della manodopera necessaria ai datori di lavoro può essere soddisfatta con il ricorso all'art.16 della stessa legge che regola il contratto di lavoro a tempo determinato, con disposizioni che sono e di molto più ampie di quelle precedentemente in vigore.
Il quesIto non viola evidentemente gli aspetti (di cui all'art.3 lett.a) della normativa in materia di referendum, anzi, si ritiene che questa iniziativa referendaria tenda ad una tutela e difesa di alcuni principi sanciti nella stessa Dichiarazione dei Diritti, in particolare a fornire maggiori garanzie affinché il lavoratore sia maggiormente tutelato nello svolgimento della sua attività. Inoltre si ritiene che soddisfi il requisito stabilito dall'art.3 della L.101/1994 limitandosi ad abrogare un singolo istituto giuridico a differenza del quesito interamento abrogativo della legge 131/2005 di cui alla sentenza n.4 del 07/07/06 dell'On.le Collegio Garante.
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QUESITO 2
“Volete voi abrogare l' Art. 18 (Rapporti di collaborazione coordinata e continuativa a progetto) della Legge 29 settembre 2005 n.131 denominata legge per la promozione, il sostegno e lo sviluppo dell'occupazione e della formazione?”
RELAZIONE:
La legge 131/2005 sin dal percorso della sua redazione in progetti ha suscitato notevoli contrasti nella sua filosofia di fondo apparendo impostata, non tanto nel miglioramento del delicato rapporto esistente fra datore di lavoro e prestatore d'opera, ma verso sostanziali modifiche che rendono complessivamente meno tutelato il lavoratore. Ciò avviene in particolare attraverso l'introduzione nel titolo V della legge di nuove forme di lavoro che, fino ad allora, non avevano mai avuto una disposizione legislativa specifica. Con tale parte di legge vengono introdotte modalità lavorative a tempo determinato ove il lavoro viene prestato anche tramite intermediari, il lavoratore è stato reso maggiormente in “soggezione” verso il datore di lavoro, modificando in modo rilevante quel delicato equilibrio che si era raggiunto con la legge sul collocamento del 19/09/1989 n. 95.
Questa novità normativa pare assolutamente in contrasto con le “finalità” della stessa legge (art. 1), ove si sostiene addirittura che con le nuove disposizioni si vorrebbe per esempio: “contribuire alla crescita umana e professionale dei lavoratori” oppure “rendere effettivo il diritto al lavoro e la sua scelta”.
Con il presente quesito referendario, si intendono abrogare i r apporti di collaborazione coordinata e continuativa a progetto ove il prestatore d'opera si trova in una situazione “ibrida” una sorta di metà strada fra lavoro subordinato ed autonomo. Si tratta di istituto giuridico assai simile, se non sovrapponibile, a quella di lavoratore dipendente di cui all'art.19 della L.1955 n.42 che la norma che si intende abrogare non indica neanche se per tali prestatori d'opera debbano essere effettuati i versamenti contributivi che paiono obbligatori vista la Legge 1955 n. 42 e quanto previsto dall'art. 38 della Legge 1961 n. 7 (tutela del lavoro). Si tratta di una evidente condizione di “sottotrattamento” nei confronti di chi offre queste prestazioni che si ritiene necessario superare.
Il quesito non viola evidentemente gli aspetti di cui all'art.3 lett.a) della normativa in materia di referendum, anzi, si ritiene che questa iniziativa referendaria tenda ad una tutela e difesa di alcuni principi sanciti nella stessa Dichiarazione dei Diritti. Inoltre si ritiene che soddisfi il requisito stabilito dall'art.3 della L.101/1994 limitandosi ad abrogare un singolo istituto giuridico a differenza del quesito interamento abrogativo della legge 131/2005 di cui alla sentenza n.4 del 07/07/06 dell'On.le Collegio Garante.
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QUESITO 3
“Volete voi che, alle rispettive scadenze dei vigenti contratti collettivi di lavoro, le retribuzioni dei lavoratori dipendenti siano rivalutate, al primo di gennaio di ogni anno, di un importo non inferiore alla percentuale di inflazione rilevata nell'anno precedente dal Centro di Elaborazione Dati e Statistica dello Stato?”
RELAZIONE:
In questi anni, gli stipendi molto spesso sono stati erosi dall'inflazione ed i rinnovi contrattuali non hanno consentito il necessario recupero.
Su questo tema, si è anche detto molte volte che la salvaguardia del potere di acquisto è un “diritto” e pertanto si ritiene necessario passare dal semplice enunciato a fatti più concreti. Pertanto il presente quesito intende offrire delle maggiori garanzie a questo diritto superando le attuali modalità che non offrono adeguate garanzie.
Inoltre, si ritiene che il contesto economico possa consentire il varo di questa misura perché i dati sul PIL della RSM valutati anche dal FMI, mostrano come il nostro Paese ha avuto sempre una crescita piuttosto elevata in questi ultimi 15 anni ed assai spesso superiore (e non di poco) agli indici inflativi. Questa crescita però non è stata ridistribuita in termini salariali anzi!
Si deve anche rammentare che in alcuni settori i contratti sono stati rinnovati sostanzialmente a costo “zero” e neppure sono state attivate reali politiche di contenimento del costo della vita attraverso una sorta di “coordinamento” delle politiche commerciali e distributive di concerto con le Categorie e le Parti Sociali, magari rivedendo l'incremento delle aliquote della monofase per beni di largo consumo.
In assenza di tutto ciò, ritenendo quindi anche ingiusto che di questi tempi si debba ricorrere allo sciopero (e quindi dei costi certi) per avere aumenti contrattuali magari minimi, si reputa molto utile, alla naturale scadenza dei vigenti contratti collettivi di lavoro, la reintroduzione nel nostro ordinamento di strumenti automatici di adeguamento delle retribuzioni.
Iil quesito non viola evidentemente gli aspetti di cui all'art.3 lett.a) della normativa in materia di referendum anzi, si ritiene che questa iniziativa referendaria tenda ad una tutela e difesa di alcuni principi sanciti nella stessa Dichiarazione dei Diritti, in particolare la fornire maggiori garanzie affinché il lavoratore percepisca una adeguata retribuzione.
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Vai alla pagina del convegno contro il precariato (vedi i filmati dei relatori, scopri i motivi per cui dire sì ai referendum del 16 marzo).
Per informazioni 338.6537340 |